fritz haeg

DOMESTIC INTEGRITIES

16 febbraio 2012 - 27 aprile 2013

Trattare ogni geometria del cosmo e della mente come un giardino primordiale, uno stato verginale, una domus selvatica ai margini della dissoluzione del tempo e della storia. Illuminato da un'idea salvifica e rigeneratrice di dimora universale, Domestic Integrities muove una esplorazione nelle ataviche profondità della costituzione umana e nelle più intime sfaccettature dei rapporti sinergici che animano la sfera del vivente

Osservare, raccogliere, trasformare, comporre, rispettare. Fritz Haeg cerca principi per una ritualità organica del quotidiano nella quale ciascuno riscopra la propria aderenza a regole e strutture onnicomprensive, rinnovando la realtà del proprio essere nella natura e insieme con la natura. Domestic Integrities nasce come un laboratorio di filtraggio e assimilazione dell’ambiente rurale, di contatto e interscambio con gesti antichi e sedimentati o appena coniati dalla comunità autoctona; evolve seguendo 
una spirale geografica centripeta, un movimento che dal territorio circostante raccoglie formule di relazione e integrazione da attivare nel cuore dello spazio domestico, che è un’arena dove apprendere e testare, cassa armonica e al contempo archivio collettivo dei campi

Da questo paesaggio originario, denso e in continua metamorfosi, che rappresenta anche una piattaforma di sperimentazione sul tema della biodiversità agraria quale punto di congiunzione ideale tra il lavoro dell'uomo e la preservazione della natura, il progetto si sviluppa in varie altre edizioni, prevalentemente in contesti urbani e aventi sede al MoMA di New York, alla Hayward Gallery di Londra, all’Hammer Museum di Los Angeles, al 
Walker Art Center di Minneapolis e in altri luoghi 

I fondamenti di Domestic Integrities risiedono nella teoria del pattern integrity elaborata da Richard Buckminster Fuller per spiegare la separazione tra una entità animata e la sua materialità. Energia e conoscenza si scindono dalla ciclicità dei processi biologici per restare ad indicare la strada verso l’insieme delle possibili ulteriori scoperte che attengono all’Universo eternamente rigenerativo e ai principi che lo reggono, la strada verso la sorgente della realtà

Con Domestic Integrities, Fritz Haeg concentra maggiormente l’attenzione sugli umani e i loro spazi di vita, completando una trilogia di progetti iniziata nel 2005 con Edible Estates, serie di orti e giardini "commestibili" realizzati in sostituzione di cortili privati presso famiglie di tutto il mondo e proseguita con Animal Estates, ricerca che, attraverso la realizzazione di architetture-rifugio e altre strategie di accoglienza, esplora le possibilità di reintroduzione per la fauna selvatica indigena di un territorio divenuto nel tempo metropolitano. Architetto di formazione, Haeg ha sviluppato la sua indagine trasversalmente coinvolgendo una molteplicità di discipline e media tra i quali ecologia, performance, danza, orticoltura, design e lavorando in vari contesti e nell’ambito di istituzioni come Tate Modern, 
Whitney Museum of American Art, Solomon R. Guggenheim Museum, San Francisco Museum of Modern Art, Center for Advanced Visual Studies at MIT

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